Bitcoin Wallet – cosa sono e quanti ne esistono ?

Diventa la banca di te stesso

É una frase ripetuta e che certamente avrai sentito ancora citare. Ed è vero! Con Bitcoin ognuno può diventare la banca di se stesso.

Fico, fichissimo, ma dobbiamo stare attenti perché questo comporta anche 3 risvolti negativi :

  • i bitcoin possono essere rubati – così come ti rubano il portafoglio in metropolitana
  • i bitcoin possono essere persi – così come ti dimentichi l’assegno sul bancone del bar
  • I bitcoin devono essere custoditi con cura  – così come non lasci il codice del pin del bancomat all’interno del portafoglio con il bancomat stesso

 

Come abbiamo visto ci sono 2 modi per acquisire Bitcoin :

  1. comprarli
  2. minandoli

E ci sono più posti dove depositare Bitcoin, ad esempio:

  • presso l’exchange dove li abbiamo acquistati
  • su un wallet vero e proprio

I principali exchange offrono un loro wallet per “semplificare” le operazioni a chi vuole comprare e depositare direttamente Bitcoin ( ma lo stesso vale anche per altre cryptomonete ).

Da un lato il tuo processo di acquisto viene facilitato, dall’altro però è come avere ancora un conto presso un ente. Come la banca di turno che possiede fisicamente i tuoi risparmi. Anche se sono i tuoi !!

Così facenedo non sei di fatto la banca di te stesso, ma stai delegando all’exchange di turno i tuoi Bitcoin.

L’exchange così come ha in gestione le tue criptovalute e puo disporne in ogni momento.

Sugli exchange quindi è consigliabile tenere solamente un piccola quantità di criptomoneta ed usarli solamente per fare cash-in cioè depositare o cash-out prelevare.

Mt-Gox, uno dei più grandi exchange di qualche anno fa,  nel 2013, fu hackerato e furono rubati 850k Bitcoin.

850.000 BTC !!!

La storia ci insegna quindi che quando un bene viene centralizzato è più facile attaccarlo.

 

Quali sono le altre alternative di wallet se non su un exchange?

I software wallet ad esempio

Sono dei tipi di wallet software che si connettono ad un server centrale per effettuare tutte le transazioni e per leggere il saldo dei vostri fondi.

Questi software, di qui soft-wallet sono tutti quelli installabili ad esempio su smatphone. Anche se accedono ad un server centrale sono trustless ovvero il vostro conto non può essere hackerato.

Il paragone è come il portafoglio quotidiano:  non tieni più di un centinaio di euro in tasca giusto? Non vai in giro con migliaia di contanti perché non è del tutto sicuro. Lo stesso concetto vale per i soft-wallet.

Con tutti i wallet personali e privati si posseggono entrambe la chiavi: sia quella pubblica che quella privata.

Non tutti i soft-wallet sono multisig, ovvero che supportano più “signature”, cioè firme.  Infatti per aumentare il livello di sicurezza i multi-sig per inviare transazioni richiedono più di una chiave privata. Una sorta di autenticazione a più fattori.

Ci sono poi i soft-wallet per Desktop che diventano in tutto e per tutto un “full node” partecipando attivamente alla rete blockchain. A differenza di quelli su mobile sono più sicuri, garantiscono più privacy ed essendo nodi hanno lo storico della blockchain sempre a disposizione.

Così se per qualsiasi motivo dovesse “andare down” cioè , se altri nodi della rete dovessero venire a mancare, ne basterebbe uno per poter ripristinare tutta la rete.

L’Hardware Wallet è un altro tipo di wallet privato ed è un pezzo fisico. A differenza degli altri wallet precedenti  sono contenitori di chiavi private, nel senso che generano loro stessi la chiave privata e non c’è possibilità e modo che questa chiave possa uscire dallo stesso.

Si connettono ad un device esterno come un computer per esempio per validare le transazioni ma al tempo stesso siccome sono un pezzo di hardware staccato non risentono delle vulnerabilità e della minaccia di virus passati da un computer già hackerato.

Ovviamente ci si deve fidare del produttore dell’hardwallet. Perché ogni sistema ha un punto debole.

Nell’hardware wallet c’è preinstallato un software dal produttore dell’hardware che in caso fosse malevolo…comprometterebbe i trasferimenti futuri che andremo a fare.

Ma possiamo considerare remota questa possibiltà. Come password si ha un Pin costituito da un minimo di 4 ed un massimo di 8 cifre. Quindi per privarci dei nostri fondi, un malintenzionato deve possedere entrambi : sia l’hardware sia il PIN.

L’ultima possibilità di immagazzinamento privato di Bitcoin è il Paper Wallet. Sostanzialmente è un pezzo di carta, dove su un lato c’è l’indirizzo pubblico visibile a tutti con cui poter scambiare transazioni, mentre sull’altro lato c’è la chiave privata.

Se ci pensi alla tua carta di debito, il bancomat vale lo stesso principio: ti arriva la carta con i codici stampati che identificano la carta associata al tuo conto corrente e poi ti arriva dalla banca un’altra lettera con il Pin associato alla carta. Se qualcuno entra in possesso solo del tuo bancomat senza il Pin non ci può fare nulla.

Il paper wallet si definisce in gergo tecnico un “cold storage” –  un immagaziamento a freddo di crioptovalute e non è per sua definizione attaccabile da hacker perché non connesso alla rete.

D’altra parte il suo tallone d’Achille è il fatto di essere conservato in un luogo segreto, che non si deteriori e nessuno debba entrarci in contatto.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *