Come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico e antminer L3+

Come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico e antminer L3+

Come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico antminer ASIC e NiceHash

In questa guida pratica vediamo come minare Bitcoin in Italia avendo a disposizione della corrente gratis in più grazie alla sovrapproduzione dell’impianto fotovoltaico di casa. E’ diventato molto costoso minare Bitcoin se dobbiamo comprare energia elettrica in Italia, ma se abbiamo un surplus di energia in più, può essere più produttivo minare Bitcoin invece che cederla con scambio sul posto al GSE. Nello specifico vediamo come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico antminer ASIC e NiceHash

Cosa è necessario avere per minare Bitcoin in Italia

  1. un hardware di mining: è possibile utilizzare un computer con una potente scheda grafica (GPU) o un’apposito dispositivo di mining (ASIC). I dispositivi ASIC sono più efficaci ma anche più costosi – nel nostro caso lo facciamo con un Antminer L3+ ( con una potenza di 700W è adatto infatti per iniziare a produrre qualcosina ). Non tutte le macchine possono minare Bitcoin: ognuna è progettata per risolvere puzzle matematici di diversi algoritmi alla base di criptomonete diverse.
  2. Avere una chiara visione dei costi / benefici ; l’estrazione di Bitcoin costa. In base ai costi fissi come l’hardware di cui ci dobbiamo dotare, il prezzo dell’energia elettrica per tenerlo acceso, l’affollamento della potenza computazionale del momento ( cioè quanti stanno minando in quel momento ) la remunerazione offerta dalla Pool possiamo stimare quanti satoshi guadagniamo. Ci sono dei calcolatori automatici che ci possono aiutare in questa scelta, come ad esempio questo. Attualmente infatti se volessimo minare con l’antminer L3+ sulla Pool di NiceHash otterremo mediamente 0,8$ /gg ( ovviamente lasciando acceso sempre la macchina)
  3. Unirsi ed iscriversi ad una mining pool: data l’alta competitività del mining di Bitcoin, è generalmente consigliabile unirsi a un pool di mining. I pool consentono di unire le risorse di mining con altre persone per aumentare le possibilità di guadagno. Si potrebbe anche minare “da soli” ma la possibilità che riusciamo ad avere la meglio con una concorrenza mondiale con il nostro L3+ è veramente bassa bassa. L’antminer L3+ ha un hashRate di 504Mh/s contro 436 Eh/s di tutte le macchine che stanno minando in questo momento. [1 Eh/s = 1000000000000 Mh/s ]
  4. Configurare il software e avviare il mining: è necessario configurare il software di mining inserendo le informazioni del pool, come l’indirizzo del pool e le credenziali di accesso. Una volta configurato, è possibile avviare il processo di mining  – solo in questo modo poi potremo ricevere la nostra fetta di torta proporzionalmente a quanta potenza mettiamo a disposizione
Come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico antminer ASIC e NiceHash
Come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico antminer ASIC e NiceHash

Impianto fotovoltaico per minare Bitcoin

La corrente in Italia costa. Ed è una delle nazioni in cui costa di più. Un pò perchè siamo poveri di materie prime e dobbiamo importarle pagandole a caro prezzo, un pò perchè ci siamo autosabotati nel 1987 con il referendum sul nucleare un Italia – sta di fatto che se ci serve energia elettrica ci costa. Negli ultimi anni si stanno utilizzando sempre di più fonti rinnovabili ( unica nota positiva del superbonus 110% ) come solare ed eolico. Grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico ( con accumulo magari) non solo la nostra abitazione può essere indipendente energicamente ma generare energia in più da vedere al gestore GSE. Oppure impiegare l’energia in più per supportare Bitcoin rendendolo ancora più resiliente prendendo dei dividendi ( pagati in satoshi appunto). [ In questo senso spiegavamo in un altro nostro articolo perchè Bitcoin spinge l’efficenza delle fonti rinnovabili]

Opzioni diverse possono essere depositare fisicamente la macchina in un paese dove il costo dell’elettricità è molto inferiore. Per il nostro esempio casalingo invece vogliamo fare tutto in casa. Volendo potremmo farlo anche senza impianto fotovoltaico, ma il costo pagato per l’energia acquistata sarebbe molto superiore a quanto otterremo nel mining…attualmente!

Perchè è necessaria una mining pool con cui collaborare

Se volessimo potremmo metterci in proprio e combattere, cioè mettere in competizione, la nostra macchina con un enorme, immenso, quasi insormontabile esercito di altre macchine molto più potenti. La sfida è quella di scovare per prima un puzzle criptografico – al primo che lo scopre è dato il premio di minare un blocco ricevendo la ricompensa attuale di 6,25 BTC + le commissioni pagate per le transazioni per le approvazioni sulla catena dei blocchi.

Ci sono stati casi in passato, più unici che rari, di macchine in proprio che sono riuscite a battere da sole gli altri eserciti, ma si contano sulle dita di una mano – a fronte dei più di 800.000 blocchi creati fino ad ora. Fai pure tu la percentuale di successo. Le MiningPool sono nate con lo scopo di unire più minatori indipendenti e mettere in sharing la potenza di tutti così da alzare il successo di vincita. In base alla potenza che mette, ogni guerriero otterrà una ricompensa in proporzione. Con gli anni sono nate diverse mining pool, le più note sono:

  • Antpool
  • F2Pool:
  • BTC.com
  • Slush Pool
  • ViaBTC
  • Poolin
  • Huobi Pool
  • NiceHash

Nel nostro esempio ci registriamo su Nicehash.com – anche se tecnicamente l’antminer dell’esempio che portiamo non può mimare direttamente BTC perchè progettato per risolvere un’altro algoritmo ( scrypt ), NiceHash ci dà la possibilità mettendolo nella sua pool di ricevere ricompense in satoshi comunque.

Accediamo nella Dashboard iniziale. Nel menù in alto selezioniamo “mining” e quindi il pulsante in alto a dx “add asic”

Se vogliamo connettere un Asic ( nel nostro caso l’antminer L3+) seleziona “connect your asic device” ; seleziona l’algoritmo “script” ad aggiungi il nome che vuoi dare alla macchina sul “workname” . NB: la password lasciala “x”. Lascia la pagina aperta o  copiati i tutti i dati; ti serviranno come parametri da dare in input alla macchina nel passaggio successivo.

Collegare la macchina Antminer o la scheda grafica ad una presa di corrente ed una connessione internet

Oltre alla corrente è necessario che la macchina abbia una connessione internet. Con l’antminer in esempio ha la presa ethernet a cui collegarla ad internet. Prendi ora un device collegato sempre alla stessa rete internet e collegati all’indirizzo http://antminer.home ( oppure dopo aver scovato con che indirizzo interno è stato agganciato, digita 192.168.x.x ). La credenziali di default sono

  • user: root
  • password: root

Così facendo accediamo all’interfaccia grafica della macchina. Nel menù in alto andiamo sulla voce “Miner configuration” Quello che dovremo andare ad incollarci è l’indirizzo precedentemente creato con NiceHash nella riquadro pool1 compilando tutti i 3 campi: URL, Worker, Password. Clicca il pulsante Salva

Dopo qualche minuto, se hai fatto tutto come illustrato, nel pannello di NiceHash vedrai la tua macchina che sta generando dei dividendi. Ogni 1000 satoshi o più generati in 4h ti arriverà direttamente l’accredito sul wallet interno di NiceHash ( scelta predefinita e consigliata). Se vuoi in caso puoi anche farti accreditare su un wallet esterno totalmente staccato, ma ricordati le commissioni da pagare in rete! Fai un calcolo in base a quante macchine / potenza / generazione se questo ti conviene o meno.

Dal wallet in NiceHash puoi in ogni modo a piacimento trasferire i fondi ovviamente dove vuoi, anche tramite Lightning Network non pagando commissioni.

Conviene minare con macchina Asic in Italia avendo un impianto fotovoltaico ? Conclusioni

In questa guida abbiamo visto come minare Bitcoin in Italia con impianto fotovoltaico antminer ASIC e NiceHash. Una considerazione che ancora non abbiamo fatto è la stima dei guadagni fatti in precedenza è da intendersi su TUTTO il giorno. Ma di notte non c’è il sole, e quindi non possiamo fornire alla macchina energia di surplus, ovvero quella che svenderemmo al GSE perchè non la utilizziamo direttamente o l’accumulatore ( batteria ) è già piena..Se volessimo quindi tenerla accesa anche di notte, o abbiamo un accumulatore che ci aiuta ( e che si deteriora ovviamente) oppure dovremo ancora comprare energia in rete, il che come abbiamo visto ad un costo medio totale per un’utenza privata che si aggira intorno ai 0,30 €/Kwh ci metterebbe nella condizione di andare subito in perdita. A me che siamo molto visionari e ci aspettiamo che il valore dei satoshi prodotti ora fra qualche anno varranno molto di più..Oppure pensare di automatizzare lo spegnimento e l’accensione della macchina solo quando è presente il sole.

In ogni caso questo macchina Asic L3+ entry level sia per quantità di calore e rumore emessa, sia per energia richiesta ( 600w * 24h = 14,4 kwh ) è ciò che sento di consigliarti per tu che hai un impianto fotovoltaico e vuoi affacciarti al mining per la prima volta.

Da qui infatti si può solo che salire come prezzo per macchine che generano più hashrate ( quindi più costose ) , che richiedono più energia per farle funzionare ( quindi più costose ) e che richiedono maggior raffreddamento ed insonorizzazione ( quindi più costose). In conclusione conviene farlo solo se NON paghi la componente elettrica o delocalizzi le macchine per il mininig in una nazione a basso costo elettrico in cui puoi ottenere un locale fresco per la maggior parte dell’anno.

 

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